Milano Cortina 2026

Amedeo Bagnis, il futuro dello Skeleton Italiano

Ha appena conquistato una medaglia storica ai Mondiali di Skeleton nell’ultimo “bacino” naturale rimasto. A Saint Moritz Amedeo Bagnis è entrato di diritto nella storia dello sport italiano: nessuno prima di lui era riuscito, individualmente, a salire sul secondo gradino del podio nella disciplina invernale ed olimpica dello slittino, specialità Skeleton.

Una carriera nell’atletica e l’amore per lo slittino

Classe 1999, Amedeo Bagnis nasce a Casale Monferrato e cresce in provincia di Vercelli, precisamente a Tricerro. Ha studiato all’Istituto Agrario e prima di incontrare sul suo percorso lo Skeleton, praticava l’atletica leggera, precisamente i 400 metri. Quasi per caso, perché forse un pò di fortuna e il fatto che si sia trovato al posto giusto nel momento giusto, lo ha di fatto catapultato negli sport invernali. Il giovane vercellese ha iniziato ad affacciarsi a questa disciplina ben 4 anni fa e ha dimostrato di avere un grande talento. Nel 2001 debutta nei Campionati Mondiali e si prende, con pieno merito l’argento agli Europei under 23 e la medaglia di legno ai Mondiali Junior. Ma non solo, perché debutta anche alle Olimpiadi, precisamente a Pechino 2022 e si classifica in undicesima piazza. Ma, con la gara di St. Moritz dimostra che in vista di Milano-Cortina 2026 potrà ritagliarsi un posticino importante nelle posizioni più alte dello skeleton. 

75 anni dopo Nino Bibbia, la primo medaglia azzurra nello Skeleton

Esattamente il 4 febbraio del 1946 l’Italia si prendeva una storica e incredibile medaglia d’oro nello Skeleton, precisamente sulla stessa pista dove Bagnis si è portato a casa l’argento. Nino Bibbia, nato nel 1922 in provincia di Sondrio, si trasferisce con la famiglia in Svizzera e qui pratica numerose attività sportive tra cui anche lo slittino, inizialmente e poi si avvicinò allo Skeleton. Ai primi giochi Olimpici post conflitto mondiale venne segnalato dal Conte Bonacossa e la nazionale azzurra lo portò tra le sue fila. Ecco che, dopo avere disputato le gare di Bob, si cimenta nello skeleton e qui stabilirà per ben tre volte il tempo migliore portandosi a casa la medaglia con il metallo più prezioso, diventando il Re della Cresta Run. 

Morgana Corti

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