Formula 1

Le lacrime di Ricciardo dopo Singapore: “Per me un lieto fine non ci sarà”

Daniel Ricciardo conclude la carriera a Singapore regalando un vantaggio alla RedBull con il suo giro veloce, ecco il doloroso addio

Il GP di Singapore poteva essere l’ultima gara della sua carriera e Daniel Ricciardo ha deciso di fare un ultimo favore alla RedBull e Max strappando il giro veloce a Lando Norris, il diretto concorrente di Max per il titolo mondiale, guadagnandosi un grazie dal pilota olandese, nonché ex compagno di squadra, attraverso il team radio.

Ricciardo con la sua mossa ha fatto in modo che Verstappen perdesse solo sette punti su Norris invece che otto e considerato che mancano 6 GP per la fine del campionato, ogni punto è prezioso. 

“Il tuo vecchio amico Daniel ha fatto il giro più veloce alla fine” ha commentato l’ingegnere di pista Lambiase nelle orecchie di Max e la sua risposta non ha tardato ad arrivare: “Grazie, Daniel!”

IL CEO della McLaren non ha preso bene il favoritismo, ma Daniel probabilmente non ha avuto dubbi in quel momento: nonostante abbia corso anche per la McLaren nella sua carriera, il suo cuore apparterrà sempre alla RedBull, ovvero la scuderia con cui, ora più che mai, sa che avrebbe potuto raggiungere ancora molto se solo non avesse deciso di andare in Renault per smettere di vivere nell’ombra di Max.

Non è stato un caso se Daniel ha dato tutto sé stesso in quell’ultimo giro e gli occhi lucidi nelle interviste post gara sono un chiaro segnale che ormai il verdetto, per quanto non sia ancora ufficiale, è che per lui un lieto fine non ci sarà e questa è stata a tutti gli effetti la sua ultima corsa in F1.

Le lacrime a fine corsa di Daniel Ricciardo e il saluto malinconico

Le immagini di fine gara ci hanno mostrato Daniel prendersi un secondo prima di uscire dalla sua monoposto, come a volersi fare coraggio, come se stesse assaporando quell’ultimo momento, quel gesto che ha fatto così tante volte in 14 anni in F1 da considerarlo automatico e scontato.

Ma domenica non lo è stato, domenica quel semplice gesto, fatto innumerevoli volte, è diventato carico di significato e lo ha confermato durante l’intervista post gara, in cui ha ammesso con gli occhi lucidi che si stava solo “assaporando il momento”: 

“Ci sono una marea di emozioni, sentimenti e stanchezza. L’abitacolo è qualcosa a cui mi sono abituato per molti anni. Volevo solo assaporare il momento.”

Il suo sguardo carico di malinconia non lascia trapelare risentimento o rabbia, ma una profonda tristezza, nessuna traccia del solito sorriso a trentadue denti che regala sempre alla telecamera, Ricciardo domenica regalava solo sorrisi malinconici, probabilmente consapevole che stava scrivendo la parola fine ad un capitolo importante della sua vita. 

“Forse, devo ammetterlo. È stata una situazione un po’ gara per gara e ovviamente avrei voluto che il weekend andasse meglio. Non è andata così, quindi devo prepararmi al fatto che forse questo sarà l’ultimo. Mi sento, diciamo, in pace con me stesso. So che a un certo punto, arriverà per tutti noi. Diciamo che forse il finale da favola non si è verificato, ma devo anche guardare indietro a quello che è stato”.

“Quattordici anni circa e sono orgoglioso. Penso che quando hai sperimentato l’ebbrezza della vittoria, puoi lottare per la 10ª posizione solo per un po’. Non c’è niente come quella sensazione, e se non è più possibile, e se sta diventando un po’ più difficile, questa è la verità: sono riuscito a fare alcuni momenti di grandezza quest’anno, ma è stato più difficile farlo settimana dopo settimana”

Lancia un’ultima occhiata alla telecamera trattenendo le lacrime e se ne va con un mezzo sorriso. Ma è davvero così? Per lui davvero non c’è stato un lieto fine? O forse la favola sono stati e continuano ad essere i traguardi che ha raggiunto in carriera?

Daniel Ricciardo in 14 anni di carriera in F1 ha lasciato il segno – Creative Commons Attribution 3.0 – olympialab.com

Daniel Ricciardo in carriera ha disputato 257 GP, si è aggiudicato 3 pole, 8 vittorie e 32 podi e questo sa di favola e sa di qualcosa che rimarrà nella storia, proprio come il suo nome. 

Con quel punto regalato a Max e con gli occhi lucidi e le parole ricche di emozione di fine gara, Daniel Ricciardo a suo modo ha detto ciao e probabilmente si è preparato a un nuovo inizio che, con tutta probabilità, non lo porterà troppo lontano dai motori…perché puoi togliere a un pilota la sua monoposto ma non puoi togliergli la pista dal cuore e l’amore per l’adrenalina. Quelle faranno sempre parte di lui.

La decisione è definitiva o c’è ancora speranza per Ricciardo?

Non è arrivato ancora il comunicato ufficiale da parte dalla scuderia minore di RedBull rispetto alla sostituzione di Daniel e lo stesso Ricciardo, nonostante le parole dense di significato, è stato attento a non riportare la posizione della sua scuderia, tuttavia i suoi social parlano chiaro: la sua biografia su Instagram è cambiata e non risulta più il canonico Formula 1 Driver, come è cambiata anche la sua immagine profilo: non è più in tuta da pilota ma compare solo il suo volto, serio e in bianco e nero.

Forse Daniel Ricciardo ha davvero chiuso con la F1 e probabilmente crede che un lieto fine per lui non ci sia stato, ma per la maggior parte dei suoi fan e per i piloti che hanno corso al suo fianco, non è così. Perché non si possono cancellare 14 anni di carriera con un colpo di spugna, e sono quei 14 anni che fanno di Daniel il pilota di talento che ha dimostrato di essere.

Nulla dura per sempre e forse i piloti imparano questa dura lezione prima di altri, consapevoli che possono essere sostituti, che rischiano la loro vita ogni giorno, che il primo posto in classifica è instabile e tormentato, fa parte di questo sport. E forse è questo a renderlo così totalizzante per loro e per chi lo guarda: la consapevolezza che l’istante che stanno vivendo, l’emozione della vittoria, l’adrenalina di tagliare per primi la linea di partenza, non durerà per sempre. Ma, in ogni caso, è comunque un lieto fine. 

Alessia Barra

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