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L’ucraino Bondarenko   ad un passo dal cielo

MOSCA 2013. Mai in venti anni, era il 23 luglio 1993, il record del mondo del Salto in Alto di Javier Sotomayor è stato così sotto attacco come oggi nella finale dei Campionati Mondiali di Mosca quando, dopo aver conquistato una medaglia d’Oro che sembra averlo lasciato indifferente saltando 2.41 (solo in 4 nella storia lo hanno fatto), l’ucraino Bohdan Bondarenko ha fatto porre l’asticella a 2.46, un centimetro più della misura del cubano che qualche anno dopo, è doveroso ricordarlo, ebbe qualche problema non indifferente con il doping prima positivo alla cocaina e poi al nandrolone, fatto che gli costò la squalifica a vita.

Soprattutto al secondo tentativo l’ucraino è andato vicinissimo a cancellare una dei primati mondiali più vecchi in campo maschile; quattro salti ha fatto Bondarenko per conquistare il titolo mondiale: 2.29, 2.35 e i due tentativi a 2.41 prendendosi poi il rischio di passare i 2.44 quando Mutaz Essa Barshim si era riservato due tentativi a quella quota. Fortunatamente infruttuosi per il qatariota che si deve accontentare dell’Argento con 2.38 mentre sempre con 2.38 ma al secondo tentativo il Bronzo va al canadese Drouin.

Il keniano Ezekiel Kemboi vince il suo terzo titolo mondiale consecutivo nei 3.000 siepi. Kemboi. due volte olimpionico nella disciplina, ha vinto in 8.06.02 precedendo il giovane connazionale Kipruto Conseslus (18 anni e mezzo), secondo in 8.06.37, e il francese Mahiedine Mekhissi, terzo in 8.07.86.

Zuzana Hejnova ha vinto l’Oro nei 400 ostacoli correndo in 52.83, superando l’americana Dalilah Muhammad (54.09) e la campionessa in carica Lashinda Demus (54.27). Bronzo alle Olimpiadi di londra un anno fa, la Hejnova, 26 anni, ha anche migliorato il redcord mondiale stagionale che già le apparteneva. In campo maschile, sempre nelle barriere basse, si impone Jehue Gordon di Trinidad che ferma il cronometro su 47″69 e precede l’americano Tinsley e la sorpresa di giornata, il serbo Bkric.

Nel salto triplo femminile, infine, arriva la prima medaglia di sempre per la Colombia grazie a Caterine Ibarguen con 14.85. Argento alla russa Koneva (14.81) e Bronzo per Olha Saladuha (14.65). Nei 1500 femminili si impone l’etiope Abeba Aregawi che con 4.02.68 supera la statunitense Jennifer Simpson e la kenyana Obiri.

Massimo Brignolo

Manager di una multinazionale, da quasi 50 anni guardo allo sport con gli occhi sognanti dell'eterno ragazzo. Negli ultimi anni, fulminato dall'aria olimpica respirata nella mia Torino, ho narrato lo sport a cinque cerchi, quello che raramente trova spazio nei media tradizionali. Non disdegno divagazioni nel calcio, mettendo da parte l'anima tifosa, che può ancora regalare storie eccezionali da narrare a modo mio.

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