Eroi moderni

Mondiale femminile, il sogno azzurro di Elisa Bartoli

Countdown verso i mondiali femminili. I secondi consecutivi per la nazionale azzurra e soprattutto per Elisa Bartoli che festeggerà i 10 anni di Nazionale in ritiro, a Auckland, dove le azzurre stanno rifinendo gli ultimi dettagli in vista dell’esordio in programma alle 8 del mattino (ora italiana) contro l’Argentina il prossimo 24 luglio.

Un sogno azzurro dopo il “triplete” in giallorosso

Elisa Bartoli si è appena lasciata alle spalle una stagione straordinaria e forse irripetibile. Con la sua AS Roma Femminile ha centrato il triplete italiano: Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa. Il miglior biglietto da visita per rilanciare le ambizioni di un gruppo che ha stupito e fatto innamorare l’Italia nel 2019 in Francia, quando le azzurre si sono arrampicate sino ai quarti di finale, ma che è anche chiamato a riscattare la delusione dell’ultimo europeo, quando l’Italdonne ha lasciato la competizione al primo turno. La Bartoli giocherà a dieci anni esatti dopo l’esordio con la Finlandia. Era il 2013: da allora tre Europei, un mondiale giocato e un altro da disputare. Nel frattempo, da una nazionale che giocava per divertirsi e senza pretese, si è alzata, e di parecchio, l’asticella delle aspettative ed è arrivato anche il professionismo.

Da giovanissima esordiente a chioccia del gruppo

Immagine | Ansa

Il primo torneo internazionale con l’Italia, Elisa, l’ha giocato da giovanissima. Adesso è chiamata ad aiutare le nuove arrivate nell’inserimento. La CT Bertolini ha scelto di attingere alla linea verde: dentro elementi come Severini, Beccari e Dragoni. Bartoli, come dichiarato ai canali della FIGC, non sente il peso della… vecchiaia calcistica ma vuole mettere la sua esperienza al servizio delle compagne: “Cerco di trasmettere la grinta, la voglia di dare il massimo in ogni allenamento e di vivere ogni giorno come fosse una nuova opportunità. La soddisfazione più bella è notare che se in allenamento provo un qualcosa di particolare, loro mi osservano e cercano di replicare.  Ora ci sono più aspettative, quattro anni fa invece l’ho vissuto con molta più leggerezza. Dobbiamo riscattarci dopo il deludente Europeo, però non voglio trasmettere alcuna responsabilità alle giovani che sono in squadra. È giusto che vivano queste settimane con serenità, perché se affrontiamo la competizione in questo modo, sono certa che faremo bene. Hanno già fatto tanto per essere qui, quindi il giusto premio deve essere quello di vivere questa esperienza con la stessa spensieratezza che ci ha spinto a giocare sino ai quarti di finale nel 2019. Giocare il Mondiale è una esperienza straordinaria.  Le giovani hanno talento e grandi qualità, siamo un gruppo forte e vogliamo dimostrarlo”.

Luigi Pellicone

43 anni, laureato in Lettere Moderne giornalista dal 2007. Da quando la serie A ha deciso di fare a meno del mio talento, ho riversato i miei lampi di classe nella scrittura. Seguo sport e politica sul campo senza soluzione di continuità. Circondato da sole donne in famiglia, mi preparo per le Olimpiadi fra 3000 siepi, salto in alto, in lungo e corsa a ostacoli, inseguendo, spesso invano, il mio inaffidabile labrador. Alle spalle, un paio di vite spese fra agenzie di stampa, quotidiani e siti web. Un presente e un futuro ovviamente, tutto da scrivere

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