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Mondiali atletica, le speranze azzurre a Budapest

Al via i mondiali di atletica leggera. Budapest ospiterà l’evento da sabato 19 a domenica 27 agosto. C’è una legittima attesa per i colori azzurri, anche in virtù degli straordinari risultati ottenuti negli ultimi Giochi Olimpici e a Cracovia. Non solo medaglie però, perché a Budapest si gareggia per il titolo mondiale ma anche per staccare il pass in vista di Parigi 2024.

Le speranze di medaglia azzurre

Nell’ultima edizione di Eugene, l’Italia ha chiuso al diciannovesimo posto nel medagliere grazie a due medaglie: l’oro di Massimo Stano, ottenuto nei 35 km di marcia, e il bronzo di Elena Vallortigara, nel salto in alto. L’obiettivo minimo è di migliorare il numero di medaglie dal valore più prezioso e mostrare i muscoli in vista delle prossime Olimpiadi. Resta da capire quali siano le specialità che potrebbero regalare  speranze di medaglia. In questo senso, si riparte dall’ultima rassegna. Stano ha 31 anni, ma la carta d’identità non è stata un problema a Tokyo, dove ha trionfato nei 20km. Il pugliese proverà ad andare a caccia del podio anche sulla distanza dei 35km. Nella marcia, le possibilità non sono tantissime a dire il vero e riposte in Antonella Palmisano. Passando dalla strada alla pista, è lecito attendersi soddisfazioni dalla 4×100 e dal capitano Gianmarco Tamberi che ha vinto ai Giochi Europei di Cracovia saltando a 2,34, misura che potrebbe portarlo in zona medaglia. Occhio anche a Larissa Iapichino, reduce dalla vittoria agli Europei di categoria Under 23, stabilendo un 6,95 interessante. Nel salto in lungo, occhio poi a Mattia Furlani che ha strabiliato in Under 20 e, con il suo 8.23, è a pochi centimetri dalla top 10.

Competitivi ma non necessariamente vincenti

Immagine | Ansa

La sensazione è che la nazionale italiana possa essere competitiva ad alti livelli ma questo non significa possa far man bassa di medaglie d’oro o sia assolutamente vincente. In sintesi: vi sono ottime possibilità di vedere tanti azzurri in finale anche se non è detto che si arrivi senza soluzione di continuità sul podio. Tuttavia, giocarsi la finale è qualcosa di fondamentale anche in ottica Parigi 2024. In questo senso, nella velocità, molto, se non tutto, dipenderà dalla forma di Marcel Jacobs che non ha praticamente corso all’aperto in questo 2023. Occhio anche al lancio del peso maschile con protagonista Zane Weir che, con ogni probabilità, non arriverà a cogliere l’oro ma ha un personale di 22,15 che vale la quinta mondiale. È reduce infatti da tre lanci oltre i 22 metri, quanto basta per aspirare al ruolo di outsider, sperando che i suoi colleghi imbrocchino una giornata storta.

Luigi Pellicone

43 anni, laureato in Lettere Moderne giornalista dal 2007. Da quando la serie A ha deciso di fare a meno del mio talento, ho riversato i miei lampi di classe nella scrittura. Seguo sport e politica sul campo senza soluzione di continuità. Circondato da sole donne in famiglia, mi preparo per le Olimpiadi fra 3000 siepi, salto in alto, in lungo e corsa a ostacoli, inseguendo, spesso invano, il mio inaffidabile labrador. Alle spalle, un paio di vite spese fra agenzie di stampa, quotidiani e siti web. Un presente e un futuro ovviamente, tutto da scrivere

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