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Parigi 2024, Bacosi e Rossetti: “Questo oro insieme era nel nostro destino”

I due stanno facendo la storia dello skeet italiano e mondiale. Hanno battuto la coppia statunitense formata da Vincent Hancock e Austin Jewell Smith

Hanno fatto, anzi stanno facendo, la storia dello skeet italiano. Diana Bacosi e Gabriele Rossetti, abbracciati fortemente da commissario tecnico azzurro, Andrea Benelli (oro e bronzo da tiratore in carriera), si confermano i più forti nel tiro al volo. A Parigi 2024 ci mancava questa medaglia, ma lo skeet non poteva salutare i Giochi Olimpici senza un trionfo degli azzurri. Ed è arrivato a Chateauroux, a circa 270 chilometri da Parigi, contro avversari fortissimi: Vincent Hancock, quattro ori individuali ai Giochi, e Austin Jewell Smith.

Nelle qualificazioni Bacosi e Rossetti hanno eguagliato il record del mondo con 149/150, per poi battere gli statunitensi. La tensione naturalmente è sempre stata alle stelle, ma Rossetti e Hancock hanno mantenuto il sangue freddo e si è arrivati all’ultima serie con otto colpi da sparare con gli azzurri avanti di due. Gabriele non ha preso il primo piattello. Poi Bacosi ha fatto quattro su quattro ed è finita 45-44 per l’Italia.

Felicità per l’oro

I due arrivano a Casa Italia con il sorriso stampato sui propri volti. “Sono felicissima perché ho fatto tre Olimpiadi e vinto tre medaglie. Cosa volere di più? Certo, poteva arrivare quella nell’individuale, ma è mancata. Si vede che era destino che dovevo conquistare quest’oro insieme a Gabriele e va bene così”, sono state le parole di Diana Bacosi. “Era importante vincere questa finale, abbiamo scritto la storia, il primo mixed team del tiro a volo skeet lo abbiamo portato a casa. Era destino come ha detto lei, è stata una gara stupenda dall’inizio alla fine. C’è stata tanta fiducia tra me e Diana, ci siamo divertiti, ci abbiamo creduto, l’abbiamo portata a casa”, ha aggiunto Rossetti.

Giacomo Rossetti e Diana Bacosi | ansa epa @Vassil Donev

Analisi vincente

E ancora Bacosi: “Tokyo è stata un’Olimpiade anomala dovuta al covid, la pandemia che abbiamo passato, ritardata di un anno. Per questo è stata un’Olimpiade un po’ particolare. Ci siamo difesi lo stesso, insomma: io argento e Gabriele a un soffio dalla finale. Ritrovarsi dopo tre anni a ricompetere in un’altra Olimpiade non è stato semplice. Ce l’abbiamo messa tutta. E’ venuto fuori un altro bell’oro, adesso è nostro per un bel po’ di tempo”. Rossetti, invece, ha ricordato i momenti salienti della finale contro gli Usa: “Io sapevo la classifica, Diana no e un po’ di tensione ce l’avevo. Però, ci credevo tantissimo. Anche dopo aver ottenuto questa medaglia, ci guardavamo ogni 15-20 minuti e dicevamo ‘Oh, abbiamo vinto, ecco’. Ci abbiamo impiegato un po’ a realizzare quanto abbiamo fatto. Ma prima di vincere, avevamo tanta consapevolezza di potercela fare. Siamo arrivati mano nella mano? Mancava questa medaglia, eravamo già campioni del mondo, stiamo vincendo tutto e siamo molto orgogliosi. La coppia è forte”. 

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