Calcio

Quando la Juve è “senza cuore”: Bonucci e gli altri addii

14 luglio, ricorrenza della Rivoluzione Francese e anche… Juventina. Bonucci vive il primo giorno da separato in casa in attesa di una collocazione: non è più al centro del progetto tecnico ed economico di un club che non ha intenzione di spendere 13 milioni di euro per un calciatore che non garantisce continuità di rendimento. Anche la Signora del calcio italiano deve fare i conti con i propri lussi e rinunciare a qualche pezzo pregiato. Non è la prima volta.

Tutti sono utili e nessuno è indispensabile

La Juventus è sempre partita da un presupposto: a Torino, tutti sono utili ma nessuno è indispensabile. E di intoccabile non c’è proprio nessuno. Basti pensare che nel 2021 dopo il doppio flop in Champions, Cristiano Ronaldo lascia la Continassa e alleggerisce le casse bianconere. Un destino comune anche ad altri bomber, che, una volta dato il massimo, sono stati accompagnati alla porta. Per informazioni chiedere a Mandzukic, cui non è bastato essere un idolo dei tifosi, o a Higuain, lasciato andare senza troppi rimpianti in MLS. A Torino non si scende neanche troppo a compromessi: Tevez ha chiesto di lasciare la Juventus ed è stato messo immediatamente alla porta. Il suo connazionale, Dybala, non ha trovato l’accordo economico ed è stato lasciato partire a zero. Vidal ha lasciato per un’offerta irrinunciabile del Bayern, esattamente come Pogba, prima del suo rientro. E prima ancora, Trezeguet è stato lasciato andare quando il suo ciclo è stato considerato finito.

Addio a Re, principi e corone

Immagine | Ansa

La Juventus sa anche mettere da parte i sentimenti, quando lo ritiene opportuno. Anche se di fronte c’è chi, come anche Bonucci, ha scritto la storia. A Torino sono stati accompagnati lontano dal club sia Re, che principini e coronati. Quella del Principe e la Signora è una favola senza lieto fine: Marchisio e la Juventus si sono lasciati unilateralmente. È stata la Juventus a lasciarlo andare e, sebbene siano rimaste affetto e stima, fuori dal campo, nessuna pietà. Basti pensare anche ad Alessandro Del Pieno, idolo e icona dei colori bianconeri: mai una parola fuori luogo, da parte del capitano storico, che ha accettato la decisione senza sollevare polemiche. Fra gli addi più clamorosi quello di Zidane, lasciato andare a 30 anni. Del resto, i giocatori passano, il club resta. La filosofia della Juventus è chiara. Anche Roberto Baggio, da molti visto come il miglior calciatore italiano di sempre, non ha conosciuto eccezione: il Divin Codino è stato ceduto al Milan all’età di 28 anni per lasciare spazio ad Alessandro Del Piero, pronto a raccoglierne l’eredità.

Luigi Pellicone

43 anni, laureato in Lettere Moderne giornalista dal 2007. Da quando la serie A ha deciso di fare a meno del mio talento, ho riversato i miei lampi di classe nella scrittura. Seguo sport e politica sul campo senza soluzione di continuità. Circondato da sole donne in famiglia, mi preparo per le Olimpiadi fra 3000 siepi, salto in alto, in lungo e corsa a ostacoli, inseguendo, spesso invano, il mio inaffidabile labrador. Alle spalle, un paio di vite spese fra agenzie di stampa, quotidiani e siti web. Un presente e un futuro ovviamente, tutto da scrivere

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