Cuomo in 250 pagine un pezzo di storia della scherma italiana e recupera, innanzitutto per sé, quel lungo tratto della vita che ogni campione regala al suo sport: la prima gioventù. Il libro è infatti un racconto autobiografico che va avanti in modo non lineare, ma seguendo un filo emozionale di ricordi, rimpianti, nostalgie ed entusiasmi senza nascondere i momenti difficili come quello dell’inserimento nella vita di tutti i giorni dopo anni passati nell’olimpo dello sport.
“Sono orgoglioso”, ha dichiarato Cuomo, “di essere riuscito a portare a termine un lavoro a cui non ritenevo di essere preparato e che mi ha richiesto un anno di scrittura, limature, idee e ricordi. Ancor di più però mi rende orgoglioso pensare di aver creato qualcosa che potrà servire ai ragazzi che saranno i campioni di domani, ai miei figli che hanno intrapreso la mia stessa carriera ed ai miei allievi che ho voluto al mio fianco in questa occasione. Lo sport mi ha insegnato ad essere metodico, il mio carattere tignoso mi ha aiutato ad emergere nello sport. E la vita di tutti i giorni, prima e dopo la mia carriera in pedana, mi ha dimostrato che rispettare le regole serve, anche quando gli altri non le rispettano. Perché nel lungo termine, se hai seguito il percorso giusto, le soddisfazioni arrivano”.
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