Parigi 2024

Simone Alessio, chi è il nuovo eroe del taekwondo

Il taekwondo italiano in cima al ranking Mondiale. Simone Alessio, delle Fiamme Rosse di Catanzaro, ha riacceso le luci su una disciplina che può dare enormi soddisfazioni allo sport italiano in vista di Parigi 2024.

Immagine|ANSA @DIEGO AZUBEL

Taekwondo, una scelta obbligata e vincente

Appassionato di calcio e palestra, tifoso della Juventus, Alessio ha imparato a calciare e tirare pugni sin da piccolo. Suo padre Salvatore, un paracadutista, si è trasferito a Sellia Marina quando il piccolo Simone aveva solo tre anni. Alessio senior, da praticante della disciplina ha visto (molto lungo, a conti fatti) nel taekwondo lo sport ideale per canalizzare le energie di un bambino iperattivo e poco propenso alla disciplina. Scelta azzeccata. Per Simone, dopo le prime affermazioni a livello giovanile, nel 2019 è arrivata la prima grande vittoria. Medaglia d’oro ai campionati mondiali di Manchester, categoria 74 kg. Nella scorsa stagione si è portato a casa l’oro continentale nella categoria 80 kg e il metallo più prezioso anche al Roma Grand Prix. La recente affermazione al Sofia Open è solo l’ultimo successo. Niente male per un 2000 che ha ancora tantissimo sport davanti a sé.

Immagine/Ansa @Diego Azubel

L’orgoglio del ragazzo di Calabria

Alessio è nato a Livorno ma è cresciuto a Catanzaro. Ed è rimasto molto legato alla sua Calabria. In una recente intervista ha spiegato che ogni titolo rappresenta il passo di un percorso fatto di sacrifici e determinazione di chi ha fatto, in una regione dove non vi sono moltissime opportunità, della sua disciplina una scelta di vita. Il sogno non è solo quello, legittimo, di una medaglia a Parigi, ma anche e soprattutto di essere da esempio per tanti ragazzi della sua regione. Non a caso ha scelto di candidarsi come rappresentante degli atleti in seno al Consiglio Regionale della Calabria. Per il futuro le idee erano chiare… sin dal passato.

Voleva diventare un professionista di questo sport e adesso che è riuscito a scalarne il vertice, vuole scriverne la storia. Ovviamente c’è anche un piano B. Studia Scienze Motorie. Nel frattempo continua a sudare e allenarsi in palestra, spinto da una feroce determinazione e la convinzione, sostenuta anche dai risultati, che il taekwondo italiano sia quello da battere in vista dei prossimi Giochi. Accanto a Vito Dell’Aquila, vincitore dell’oro a Tokyo nella categoria 58 kg, e Mondiale lo scorso anno a Guadalajara, c’è dunque questo ragazzo di Calabria. La concorrenza è avvisata. Il taekwondo italiano è pronto a calare i suoi assi… pigliatutto in vista delle prossime competizioni.

Luigi Pellicone

43 anni, laureato in Lettere Moderne giornalista dal 2007. Da quando la serie A ha deciso di fare a meno del mio talento, ho riversato i miei lampi di classe nella scrittura. Seguo sport e politica sul campo senza soluzione di continuità. Circondato da sole donne in famiglia, mi preparo per le Olimpiadi fra 3000 siepi, salto in alto, in lungo e corsa a ostacoli, inseguendo, spesso invano, il mio inaffidabile labrador. Alle spalle, un paio di vite spese fra agenzie di stampa, quotidiani e siti web. Un presente e un futuro ovviamente, tutto da scrivere

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