CERCHI E PALAZZI (San Pietroburgo). L’Executive Board del Comitato Olimpico Internazionale ha, a scrutinio segreto, scelto le tre discipline tra le quali verrà identificata a inizio settembre a Buenos Aires lo sport che sarà incluso nel programma delle Olimpiadi del 2020 insieme ai 25 sport “base” del programma olimpico ai quali dal 2016 si aggiungeranno Golf e Rugby Seven. Erano otto gli sport in lizza tra discipline tradizionali recentemente escluse e discipline nuove e in grande crescita.
Sono rimaste fuori e la scelta, considerando che gli sport olimpici devono avere un bacino di praticanti globale, appare ragionevole karate, pattinaggio a rotelle, arrampicata sportiva, wakeboarding e wushu mentre hanno superato lo scrutinio segreto e saranno soggetti al volo nella capitale argentina Baseball (e Softball), Lotta e Squash. Per quest’ultimo (vedi il video utilizzato per sostenere la candidatura) si tratterebbe di una prima assoluta mentre il Baseball e il suo omologo al femminile Softball dopo alcune sporadiche apparizione hanno avuto un posto ben saldo nel programma dal 1984 al 2008 mentre pochi mesi fa aveva fatto grande scalpore la decisione di tagliare dalle Olimpiadi di Rio uno sport cuore del movimento olimpico, la Lotta, nel programma sin dagli albori che avrà la possibilità di una doverosa rivincita pagando solo una edizione di oblio.
Ci vuole del coraggio a sostenere: “…Sono rimaste fuori e la scelta, considerando che gli sport olimpici devono avere un bacino di praticanti globale, appare ragionevole karate, pattinaggio a rotelle, arrampicata sportiva, wakeboarding e wushu…”.
Questo commento mi sembra veramente poco condivisibile considerando la grande diffusione e importanza di sport quali il karate, il pattinaggio su rotelle e l’arrampicata sportiva soprattutto se confrontata allo squash e al baseball (ma stiamo scherzando ?). La lotta, invece, mi sembra un capitolo a se in quanto è veramente incomprensibile come questo tipo di sport (sia nella versione greco-romana sia in quella libera) possa fare a meno delle Olimpiadi e, soprattutto come le Olimpiadi possano fare a meno della lotta.
Alcuni dati: l’Arrampicata Sportiva nel mondo ha 1630 tesserati in 67 paesi, la Federazione internazionale di Roller Sports riunisce 116 paesi, lo squash riunisce 135 federazioni nazionali, il Baseball 118 e il Softball 127. Più che coraggio parlano i dati.
I dati che lei porta (ha dimenticato di riportare quelli del karate mi pare) sono, a mio avviso, poco significativi: nell’arrampicata, ad esempio, c’è un sacco di gente che pratica nel mondo senza essere iscritta a nessuna federazione e questo vale anche per il pattinaggio su rotelle. Mi piacerebbe verificare l’interesse, a livello mondiale, che possa suscitare una gara di squash o una di baseball (sport praticamente incomprensibile ai non addetti ai lavori) nei confronti di una gara di arrampicata o di pattini a rotelle. I suoi dati, a mio parere, non sono significativi per misurare l’interesse che le persone possono avere su uno sport ma soltanto il potere che le varie federazioni hanno sui praticanti
La mia personale opinione, discutibilissima come tutte le opinioni, è che il baseball/softball debba avere un posto nel programma olimpico mentre secondo me lo squash come le altre discipline escluse (potremmo discutere sul Karate ma ritengo che tra Pugilato, Judo, Taekwondo e forse Lotta gli sport di combattimento siano già ampiamente rappresentati) non abbiano la caratteristiche universali per entrare nel programma. Non è solo questione di numeri. Ripeto trattarsi di una opinione e quindi ha lo stesso diritto di cittadinanza delle sue (tue?).
Concordo con questo punto di vista (sul baseball non concordo molto ma è una opinione personale :°) ). La mia “polemica” voleva solo porre l’attenzione su alcuni aspetti che spesso i numeri (o almeno certi numeri) non sono in grado di valorizzare. Ad esempio, dal mio punto di vista, l’iniziale esclusione della lotta è stata una scelta incomprensibile, in quanto la lotta rappresenta, insieme all’atletica leggera, l’elemento di “continuità” storica tra le vecchie e le nuove olimpiadi. La sua immediata riammissione mi fa pensare a manovre poco chiare all’interno del CIO…