Formula 1

Verstappen condannato per aver detto una parolaccia

Max Verstappen è stato punito dalla FIA per aver detto una parolaccia in conferenza stampa a Singapore, ecco cosa è successo

Tra poco i semafori si spegneranno a Singapore per l’ennesimo GP di stagione che potrebbe rivelarsi la svolta in campionato per piloti e scuderie della F1.

Verstappen è sottoposto a parecchia pressione, infatti il suo primo posto in classifica sembra essersi fatto improvvisamente traballante, scosso dai colpi di Leclerc e Norris che stanno cercando di aggiudicarsi il suo trono con le unghie e con i denti. 

Complici una macchina difficile da guidare e una crescita esponenziale della performance delle monoposto Ferrari e McLaren, Max Verstappen è sempre più frustrato e amareggiato, tanto che non è la prima volta che si lascia andare a frasi cariche di risentimento o a parolacce liberatorie durante i team radio, nonostante sappia che in gara tutti possano ascoltarli. 

Questa volta, però, secondo i commissari FIA, il pilota olandese avrebbe detto una parolaccia di troppo in una sede inopportuna, ovvero durante la conferenza stampa di Singapore. Scopriamo cosa è successo, come è stato punito il pilota e qual è stata la sua reazione. 

Verstappen colpevole di linguaggio inappropriato

La FIA ha deciso di prendere provvedimenti contro Max Verstappen, obbligandolo a lavori di pubblica utilità per aver detto una parolaccia durante la conferenza stampa di Singapore.

L’aspetto ironico è che Verstappen ha detto una parolaccia contro la sua stessa auto e non per insultare un essere umano o per prendersela con la sua scuderia, ma nonostante questo è stata considerata offensiva. 

“Non lo so, amico. Assetto diverso. Quindi non appena sono entrato in qualifica, sapevo che la macchina era fottuta”

Questa è stata la frase incriminante che è costata a Verstappen la condanna per cattiva condotta. Max si stava riferendo alla diversa prestazione messa in pista da lui rispetto al compagno di squadra Perez nel GP precedente, e non aveva l’intento di offendere o denigrare nessuno, eppure gli è costata una condanna ai lavori socialmente utili.

Verstappen avrebbe violato l’articolo 12.2.1k del Codice sportivo internazionale che considera reato “qualsiasi parola, atto o scritto che abbia cagionato un danno morale o una perdita alla Fia, ai suoi organi, ai suoi membri o ai suoi dirigenti, e più in generale all’interesse dello sport automobilistico e sui valori difesi dalla Fia. È politica della Fia garantire che il linguaggio utilizzato nei suoi forum pubblici, come le conferenze stampa, soddisfi gli standard generalmente accettati da tutto il pubblico e le trasmissioni.”

La FIA dice basta alle parolacce

Probabilmente a causa dei numerosi team radio trasmessi ricchi di parolacce e imprecazioni, la FIA ha deciso di utilizzare il pugno di ferro con i piloti, condannandoli a causa del loro linguaggio con la speranza che pongano più attenzione al vocabolario che scelgono di utilizzare anche durante la gara e non solo in conferenza stampa.

La FIA diventa più rigida in merito al vocabolario utilizzato dai piloti – Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 – olympialab.com

Mohammed Ben Sulayem, presidente FIA, ha tenuto a sottolineare che la Formula 1 non è il rap e per questo bisogna adeguare i vocaboli al contesto. 

Le reazioni degli altri piloti alla condanna di Max Verstappen

Hamilton e Norris hanno deciso di schierarsi dalla parte di Verstappen.

“Penso che sia piuttosto ingiusto, non sono per niente d’accordo con quello che sta succedendo”

Ha sottolineato Norris tornando serio dopo aver scherzato su linguaggio di Max, e anche Hamilton, nonostante i passati attriti con il pilota olandese, ha precisato che secondo lui si tratta di una ingiustizia: 

“Penso che questa sia una presa in giro, a essere onesti. Questo è l’apice dello sport, si commettono errori. Io i lavori socialmente utili non li farei e spero che anche Max non li faccia”.

Insomma, Sir Lewis Hamilton ricorda alla FIA che in uno sport come questo, al limite di adrenalina, pericolo e concentrazione, qualche parolaccia può sfuggire, specialmente nei team radio che hanno luogo in piena gara. 

Il mutismo selettivo di Verstappen

La reazione di Verstappen è stata un’autocensura, ovvero si è limitato a rispondere a monosillabi alle interviste successive, come una sorta di provocazione nei confronti della FIA che ha scelto di punire il suo linguaggio.

Questo potrebbe portare ad ulteriori provvedimenti contro di lui ma quando gli è stato fatto notare si è limitato a rispondere in questo modo:

“Sto comunque rispondendo, solo che non parlo molto.” Aggiungendo anche: “Ho dei problemi alla voce.”

Tutto molto ironico e pungente da parte del pilota, atteggiamento che potrebbe scatenare nuovamente l’ira della FIA. 

Tuttavia, appena fuori dall’ennesima conferenza stampa, Verstappen è stato più esaustivo nello spiegare il suo punto di vista sulla faccenda: 

“Credo che sia davvero ridicolo quello che è successo, perché mai dovrei dare delle risposte complete? Sembra che sia molto facile prendere una penalità, quindi semplicemente non dico nulla, risparmio la voce e poi faccio le interviste altrove. Gli steward? Ci siamo incontrati e abbiamo avuto un confronto produttivo. Ma è chiaro che loro devono seguire le regole, quindi non è facile.

Credo solo che tutta questa situazione sia folle, visto che non ho insultato nessuno ma ho solo detto una cosa sulla mia macchina. E per questo sono stato punito… Ho anche ricevuto molto supporto dagli altri piloti. Pare sia chiaro quello che tutti pensano in questo caso.”

E continua sottolineando come lui stia risultando come il capro espiatorio per una situazione che in passato è già accaduta e che è stata punita meno duramente:

“Vogliono creare un precedente in cui le persone ricevono avvertimenti o una piccola multa. Ora, con me, hanno voluto dare un esempio ancora più grande, credo, il che per me è un po’ strano, ovviamente. Perché, voglio dire, non ho imprecato contro nessuno, in particolare, ho solo detto una cosa”

Non sappiamo se verranno presi ulteriori provvedimenti nei confronti di Max e come sarà tradotta la sua pena. Ma se da un lato gli steward stanno facendo rispettare una regola scritta, bisognerebbe chiedersi quante volte in passato non è stata rispettata dai piloti. 

Utilizzare il pugno di ferro ora, dopo anni di libertà espressiva può avere senso? Ma, soprattutto, è una parolaccia di troppo a rendere un atleta un esempio negativo per il mondo dello sport? A voi la risposta. 

Alessia Barra

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