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World League: Savani,   ‘serve un po’ di coraggio’

Foto: Fivb.org

PALLAVOLO (Mar de Plata). Gli azzurri preparano il loro esordio fissato per giovedi’ contro la Bulgaria (ore 21 locali, le 2 in Italia diretta Rai Sport 1) in questa Fase Finale della World League, la diciannovesima per l’Italia. Savani e compagni, che domani quindi riposeranno, si ritroveranno di fronte la Bulgaria, squadra classificatasi seconda nella Pool A alle spalle del Brasile e che i ragazzi di Berruto hanno incontrato l’ultima volta circa un anno fa nella finale olimpica per il 3-4 posto.

Cristian Savani, capitano della Nazionale Italiana racconta le sue sensazioni a due giorni dall’esordio: “Credo che essere qui per noi è già un buon risultato, il nostro girone sulla carta non era dei più semplici ma siamo riusciti ad arrivare primi e questo ci ha permesso di essere inseriti in quella che reputo, almeno sulla carta, la pool più abbordabile. Questa Final Six ci permetterà di confrontarci ancora una volta con grandi campioni e soprattutto per i più giovani sarà un’occasione importante per respirare un’atmosfera magica che solo le grandi manifestazioni possono fornire. Per noi, come sempre, l’obiettivo è arrivare all’ultimo giorno della manifestazione e faremo del nostro meglio per riuscirci”. Savani parla poi del percorso fin qui fatto: “Essere arrivati davanti a tutti ci ha dato morale e consapevolezza dei nostri mezzi. Ne avremo bisogno perché ora tutto sarà diverso. Il livello tecnico, arrivati a questo punto, sarà superiore, ma sarà importante avere coraggio e lottare su ogni palla. Saranno due gare difficili, in un ambiente che sarà tutto per i padroni di casa. Da capitano mi aspetto che i miei compagni diano il massimo in ogni situazione di gioco; i più giovani poi dovranno fare tesoro di un’esperienza simile perché non è da tutti ritrovarsi alla loro età già in una Final Six”. Il capitano si guarda indietro (per lui si tratta della quinta Fase Finale dopo Madrid 2003, Mosca 2006, Cordoba 2010 e Gdansk 2011) e racconta di come qualcosa sia cambiato: “Ricordo che quando entrai nel gruppo azzurro eravamo sempre obbligati a vincere. Ora fortunatamente la gente si è resa conto che la pallavolo mondiale è cambiata, i livelli sono molto più simili tra le varie squadre e noi non dobbiamo primeggiare solo perché ci chiamiamo Italia. Questo ci permette di lavorare più serenamente con degli obiettivi sempre chiari, ma che hanno alla loro base una programmazione a lungo termine”. Un ultimo pensiero è rivolto a ciò che è stato fatto in questi ultimi anni: “Con il tempo e gradualmente è stato portato avanti un processo di ringiovanimento che non viene sospeso quando si disputano manifestazioni importanti; sono stati centrati risultati notevoli come l’argento all’Europeo e il bronzo olimpico, non perdendo mai di vista l’obiettivo di reclutare nuovi ragazzi che rappresentano il nostro futuro. Proprio per questo sarà importante trasmettere loro una certa mentalità che possa garantire i risultati ottenuti fino ad ora”.

 

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Fonte: Federvolley

Redazione Olympialab

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